Vincenzo Strino

Comunicazione Digitale

Un orto urbano per il rione dei Fiori

Un orto urbano per il rione dei Fiori

  • Cos’è un orto urbano?

Sono spazi verdi coltivabili ai margini delle città. Non appartengono a chi li coltiva ma, in genere, alle municipalità che li assegnano a coltivatori non professionisti che ne fanno richiesta.  I primi Orti Urbani nascono durante l’ 800. Verso la metà del secolo, sorgono i primi “Kleingarten” tedeschi, spazi riservati ai solo bambini; ma è verso la fine dello stesso secolo che l’idea inizia stabilmente a diffondersi attraverso i “Jardin Ovrieurs”. Nati dall’attività del Monsignor Jules Lemire, politico ed uomo di grane cultura, questi giardini operai avevano un duplice obiettivo: non solo quello di coltivare l’orto come possibile fonte di risorse economiche ed alimentari, ma di farlo, considerandolo anche come forma di sviluppo e di arricchimento del rapporto familiare, così come sintetizzava quello che era il motto di tale iniziativa: “Il giardino è il mezzo, la famiglia è lo scopo”.

Gli orti a ridosso delle città sono stati a lungo considerati antiestetici secondo i canoni urbanistici, e comunque retaggio di una dimensione paesana, luoghi da destinare solo al tempo libero degli anziani.

Negli ultimi anni, però, in tutte le città europee e nordamericane il numero delle persone che vogliono coltivare un orto è andato via via crescendo. Giovani, donne, impiegati e professionisti si sono sostituiti a pensionati e operai. Spesso gli orti vengono coltivati in forma collettiva, come giardino comunitario. A Milano è nata addirittura una rete, quella delle Libere rape metropolitane, che raccoglie tutti gli orti e le realtà di verde spontaneo e “partecipato”.

 

  • Quali sono i vantaggi dell’avere un orto urbano?

Mi piace pensare che iniziative del genere possano essere di aiuto alle generazioni più giovani, sensibilizzandoli verso idee di città più sostenibili e più green ed anche a quelle meno giovani che attraverso gli orti hanno la possibilità di fare attività fisica all’aria aperta producendo allo stesso tempo alimenti senza l’uso di sostanze chimiche e pesticidi.

L’orto in città ha una forza tale da essere considerato uno strumento di politica urbanistica. Si tratta di spazi che vengono sottratti all’incuria tornando così ad essere luoghi della comunità. Moltiplicandosi, si modifica anche l’aspetto del territorio, la stessa geografia della metropoli.

  • Esempi di successo?

Londra, per esempio, è diventata una città di zappatori e sul registro comunale risultano 100mila persone in attesa di ricevere il loro pezzo di terra. Nel quartiere di Camden la lista d’attesa è calcolata attorno ai trent’anni, a Islington ne servono venticinque.  A Manhattan, nel cuore di New York, i tetti dei grattacieli di grandi società o di istituzioni pubbliche, dalla Bank of America al Whitney Museum of Art, sono trasformati in orti e grazie a una delibera comunale è ammessa anche l’apicoltura urbana. Ai tavoli del breakfast dell’albergo Waldorf Astoria ogni mattina si serve il “miele fatto in casa”, ovvero sul tetto di uno degli edifici-simbolo di New York, dove il comune spende 1 milione di dollari l’anno in sussidi per gli agricoltori metropolitani.

  • E a Napoli?

Nel momento in cui scrivo, esistono già 4 orti urbani nella città di Napoli: il primo è al serbatoio dell’acquedotto Scudillo, dove si coltiva principalmente uva da vino; il secondo è in via Cilea , il terzo a Chiaiano, dove sono stati piantati olivi, rosmarini, mirto, siepi di lauro e ciliegi, recente è il quarto a Ponticelli.

  • Perché nel rione dei Fiori?

Non tutti lo sanno, ma nel rione dei Fiori c’è un parco dedicato ad Emilia Laudati, una delle vittime dell’incendio avvenuto sul quadrivio nel 1996. Il parco, gestito dalla VII Municipalità, è di 28.300 mq ha un’area giochi ed un campo di calcetto. Proprio a ridosso di quest’ultimo, c’è un’area di circa 1000mq che costeggia via Gerusalemme Liberata e che, essendo praticamente inutilizzabile,  potrebbe diventare un orto urbano gestito dagli abitanti del rione.

 Immagine dell’area (fonte: Google Maps)

  • Cosa serve per creare questo orto urbano?

Innanzitutto il permesso della Municipalità che gestisce lo spazio. Poi serve coinvolgere gli abitanti della zona, in particolare quelli del rione dei Fiori, a cui affidare gli spazi per qualche anno. Infine un “trainer della zappa”, un esperto della cura degli spazi verdi. (A Napoli, ad esempio, c’è questo gruppo qui)

 

in Maggio 14, 2017

#Instagram

  • Waiting for fellona di carna arrustuta 🍖🔥
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  • Dopo quasi un anno di lavoro per @palazzo_chigi e di inevitabile trasferimento a #roma avevo preso le ferie.
Lavorando coi social, l'obiettivo era quello di staccare un po' dal portatile, dai tool per le analisi dei dati, dal pacchetto Adobe per la parte creativa ecc. 
Qualcuno però ha deciso che il governo non gli piaceva e quindi rieccomi di nuovo qui, in trincea a pianificare la storia di un paese senza alcuna memoria.
La violenza più grande però è leggere cose su cui istintivamente vorrei intervenire a gamba tesa come Roy Keane, litigare di gusto come il miglior Nanni Moretti, e invece niente. Mi tocca indossare una maglia per espletare un pensiero, manco fossi un adulto che si crede giovane al festival del giornalismo di Perugia.
Ninetta mia ci vuole coraggio, non si stava meglio quando si stava peggio 🦏
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  • Senza filtro e senza inganno 🌊
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  • In estate è consigliabile mangiare tanta frutta, per questo a pranzo ho preso un'arancina 🍊
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  • Vedo arrivare le ferie! 🥺
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  • Way to Blue .
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  • Lazy sunday afternoon in Rome 😴 ☀️
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  • Questa foto non è di particolare bellezza, ma ha un significato storico per me e quindi sento di condividerla con chi vorrà perdere un po' di tempo a leggere.
In pratica negli ultimi mesi ho passato una situazione particolarmente non semplice e le persone che mi vogliono davvero bene sono venute fuori nel modo più prepotente e bello possibile.
La scena che vedete riguarda la penultima sfida dell'associazione di cui sono fondatore. È una sfida ENORME che negli ultimi mesi non mi ha permesso di godere a pieno di altre piccole/grandi soddisfazioni personali perché mi ha portato via un sacco di energie.
Ho passato molte notti a pensare come esprimere al meglio tutto quello che avevo in testa e, grazie all'aiuto di una persona a cui devo tanto (pure se forse nemmeno immagina quanto), stamattina è cominciata la prima fase di questa sfida che annuncerò tra pochissimo.
Voi accomodatevi, perché sta per cominciare lo spettacolo.
Nell'attesa guardo questa foto e GODO ❤️
  • Cacare in testa a Giulio Cesare come obiettivo nella vita 🕊️
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#me #roma #rome #italia #italy #story #foriimperiali #funny #goals
  • Andreotti diceva che la gratitudine è il sentimento della vigilia, ma stasera ho imparato che meno di un anno dopo i bombardamenti alleati su San Lorenzo (descritti da una famosa canzone di De Gregori), gli abitanti del mio condominio decisero di costruire questo altarino per ringraziare la Madonna di aver salvato il palazzo, uno dei pochi ad essere stato risparmiato dalle bombe.
E pure se è non la vigilia di niente, io sono grato ai miei condomini che mi hanno accolto come se fossi qui da sempre .
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#roma #rome #me #june #gratitude #beautiful #roma🇮🇹 #sanlorenzo #love #picoftheday
  • Quant'uocchie scunusciut
che 'na vota c'erano frat.
E Nun dicimm niente,
ma che parlamm' a fa'? (Epo - Nun ce guardammo arete)
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  • Sono nato e cresciuto in via cupa dell'arco a Secondigliano.
I miei amici di infanzia sono morti o sono in galera.
Conosco la camorra e, proprio per questo, non ho mai avuto paura di sfidarla.
Perché non si tratta di un fatto solamente culturale, ma anche politico. Le mafie esistono lì dove non esiste lo Stato.
Esserci signfica dare dignità al territorio, creare opportunità di lavoro, generare bellezza e sostenere la comunità: tutte cose che provo a fare da anni con il @larsecgram.
Con il video di #opportunity (andate sul loro profilo qui su Ig o su Facebook) si dichiara ufficialmente guerra alla camorra con la creazione di una grande comunità fatta da ragazze e ragazzi che non hanno paura di sfidare il male a viso aperto.
Conosco personalmente tanti dei protagonisti di quel video e so per certo che, come me, anche loro hanno sempre dato l'anima per la città di #napoli

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