Vincenzo Strino

Comunicazione Digitale

Trump 2020: la strategia social da 1 miliardo di dollari

Trump 2020: la strategia social da 1 miliardo di dollari

Brad James Parscale non aveva modo di sapere dove avrebbe condotto quella prima telefonata.

Sull’altra linea c’era un dirigente immobiliare di New York. Aveva sentito cose positive sul lavoro di web design che Parscale stava facendo a San Antonio e voleva tenersi in contatto. Quando chiama di nuovo, circa un anno dopo, gli propone un invito da parte della Trump Organization: avrebbe preso in considerazione la possibilità di presentare un’offerta per una delle società di Donald Trump?

Parscale non è fesso e coglie al volo l’occasione. Fa un’offerta bassa. Ottiene il lavoro che gli porta più lavori.

Nel 2015 arriva la chiamata. Donald Trump era candidato alla presidenza. Aveva bisogno di un sito web nel modo più rapido ed economico possibile. A Parscale non interessa molto la politica, ma accetta di costruirne uno per 1.500 dollari. Successivamente, Trump ha bisogno di qualcuno per coordinare le inserzioni sul web per le primarie e così Parscale accetta anche questo incarico – lavorando spesso fino a tarda notte, curvo su portatile nel suo salotto, chiedendosi quando sarebbe arrivato il momento in cui Trump lo avrebbe licenziato a favore di qualcuno con una reale esperienza politica.

Ma Trump non l’ha mai fatto.

Nei giorni scorsi, Parscale era in in Romania dove, tra un seminario all’Università e una comparsata televisiva, ha delineato una strategia da 1 miliardo di dollari per far rieleggere il presidente degli Stati Uniti nel 2020.

Make Something Great Again

Dopo essere stato il digital strategist della campagna del 2016, nel 2018 Parscale è stato riconfermato per quella del 2020. Giovedì 21 marzo all’Università di Bucarest è intervenuto durante il seminario dal titolo “Let’s Make Political Marketing Great Again” che richiama l’originario “Let’s Make America Great Again” del discorso presidenziale di Reagan del 1980 ripreso poi negli anni da Clinton e dallo stesso Trump, che ne ha fatto il suo slogan.

Nella sua tre giorni nella capitale rumena, oltre al seminario accademico, Parscale ha rilasciato un’intervista pubblica in prima serata su una popolare emittente televisiva dove ha condiviso un po’ di informazioni sulla futura campagna di Trump che prevede l’utilizzo di più di un milione e mezzo di volontari. Di particolare interesse anche i dettagli sulla sua vita, molto distante da quella dell’eccentrico Roger Stone o del misterioso Steve Bannon, entrambi fautori della vittoria di Trump.

Nato in una piccola città del Kansas orientale nel ’76, «dove i miei amici sono stati fortunati a diventare camionisti», Parscale ha conseguito una borsa di studio all’Università del Texas ottenuta grazie al basket. Nel 2011, quando ottenne il suo primo contratto con lo staff di Trump, gestiva una piccola società di marketing a San Antonio. Un ragazzo normale che fa cose normali. Il magazine Buzzfeed nel 2017 gli dedicò un articolo: “Il più importante consigliere della campagna di Trump è colui di cui nessuno ha mai sentito parlare”.

Non sono nessuno, la gente di Walgreens non si ricorda di me nonostante ci vada ogni settimana

Parscale durante il seminario all’Università di Bucarest
Parscale è quello con la camicia (sudata) azzurra. La foto è del sito Basilica.ro

A caccia di gorilla alfa

Parscale ricorda il giorno in cui è stato assunto come digital strategist della campagna per le primarie e le parole usate nei confronti del restante staff: «State perdendo tempo con le persone su Twitter, ma sapete cosa altro vi state perdendo? Il gorilla da 500 libbre che aspetta di essere catturato. Chi controlla Facebook, controlla le elezioni del 2016». Aveva capito prima di chiunque altro che Facebook era il gorilla alfa dei social, la chiave per coinvolgere la “gente dell’America persa e dimenticata”.

Milioni di americani, anche anziani, sono su internet, guardano le foto dei loro figli perché si sono trasferiti in altre città. Se siamo in grado di connetterci con loro, possiamo cambiare queste elezioni.

Parscale durante i suoi primi giorni da digital strategist della campagna di Trump

I regali di Natale

Durante le primarie dei Repubblicani, Parscale ha gestito la strategia da solo sul divano della sua casa di San Antonio, ma questo cambia sostanzialmente quando Trump ottiene la nomina per correre alla Presidenza perché, grazie alla suddetta nomina, il team ottiene l’accesso al Data Trust del comitato nazionale repubblicano, ovvero una raccolta di oltre 200 milioni di file di votanti raccolti attraverso una massiccia operazione iniziata in seguito alla sconfitta presidenziale di Romney nel 2012. “Era come un regalo di Natale”, ricorda. La squadra ora aveva un modo per “sapere cosa pensano gli americani”, ma Parscale e il suo team avevano ancora bisogno di un modo efficace per bersagliarli. E questo “altro regalo di Natale” arriva quando alcuni rappresentanti di Facebook vanno nel suo ufficio per dirgli che avevano un modo ancora più specifico per gestire le inserzioni. «…in modo da abbinare i dati che avete direttamente ai loro account Facebook “. In questo modo si è permesso al team di Trump di rivoluzionare l’uso del micro-targeting nella campagna 2016 .

Durante la campagna elettorale, il team di Hillary Clinton ha realizzato 66 mila inserzioni su Facebook. 
La mia squadra ha fatto 5,9 milioni di inserzioni volte direttamente alle singole persone nel modo in cui avrebbero voluto leggere un’inserzione.
Ho smesso di guardare le persone come dati demografici, gruppi etnici ecc. Ho detto: diamo un’occhiata alle persone come individui, come agiscono. 
Perché due persone che sembrano uguali potrebbero agire diversamente.

Parscale durante il seminario in Romania
Il Presidente degli Stati Uniti con il suo digital strategist

“Questo è il futuro del marketing politico”, sostiene Parscale. La sua squadra si affiderà nuovamente a questa strategia nella corsa alle elezioni del 2020. La CNN riporta che nel 2019 la campagna Trump ha già speso 3,5 milioni di dollari per le inserzioni su Facebook.

Un milione e mezzo di volontari

Tuttavia, Parscale si rende conto che la campagna digitale non sarà sufficiente per vincere questa volta. «Stiamo iniziando a costruire la più grande operazione porta a porta nella storia»: ha annunciato giovedì 21.

Nel 2016 avevamo 700.000 volontari che ci aiutavano. 
Nel 2020 avremo 1,6 milioni di volontari. 
Ho avuto 3.000 team leader la scorsa volta.
Questa volta avremo 90.000 team leader.

Parscale durante il seminario in Romania

I test condotti finora dal team di Trump mostrano che la campagna porta a porta è più performante rispetto a quella digitale quando si parla di politiche specifiche. «Cercare di spiegare il First Step Act nella riforma del carcere in un post su Twitter o Facebook non è semplice. Quello che serve è qualcuno che bussa alla tua porta e dice: “Hey, lascia che ti dica come questa legge che il Presidente ha implementato ha risolto questo problema nella tua zona”».

Nutrirsi di informazioni

Per la madre di tutte le campagne elettorali, Parscale svela che si sta già sviluppando una applicazione che faciliterà i compiti dei volontari. «Aiuterà a eseguire qualsiasi tipo di programma di volontariato e sarà alimentata dai dati della campagna, attraverso l’uso di un sistema di apprendimento automatico su larga scala. Quindi, quando i volontari busseranno ad una porta, sapranno già quali sono le preoccupazioni della persona, e i suggerimenti della discussione contribuiranno a migliorare il programma pubblicitario della campagna».

Per ottenere questi dati, attualmente Trump spende 2 milioni di dollari al mese e Parscale annuncia che per il 2020 verranno spesi circa 1 miliardo. Nel 2015 il maggior numero di persone che si potevano contattare per farsi votare tramite il Comitato Nazionale dei Repubblicani senza usare la televisione, la pubblicità o qualche tipo di media era di 2 milioni di persone. Entro il 2020, invece, «arriveremo a 50-60 milioni in un paese come gli Stati Uniti dove per vincere servono circa 62 milioni di persone».

Se vuoi leggere altro a riguardo, qui ne avevo già scritto due anni fa

in Marzo 28, 2019

#Instagram

  • Criticare l'attuale algoritmo di Instagram davanti ai responsabili nazionali di #Instagram e #Facebook: fatto ✔️
Se mi bannano sapete perché. Questa foto di @humansoftukulti sarà l'unica testimonianza 😂
  • Ho visto che c'era il sole ed ho pensato di andare al mare 🌊☀️
.
.
#sunday #sun #sea #sundaymood #domenica #italia #spring #primavera #seaside #beach #beachwaves #sky #blue
  • In questi giorni si parla tanto di giovani. Non so se si tratti di una strategia politica o altro, ma posso dire che quando sono con loro mi illumino (e questa foto lo dimostra) 💡
.
.
#photographylovers #photographers #photograpy #photomodel #photography📷 #photographie #photogrid #larsec #photographers_of_india #photogenic #napoli #photoshoot #photobooth #photoshop #photography #photo #photographer #photograph #photooftheday #photos #photolove #photographylover #secondigliano #photobook #photographyart #photoftheday #photog #photoshooting  #me
  • Ma che parlamm' a fa?
•
•
#home #casa #pizzanapoli #napoligram #napolidavivere #napolinstagram #napolifood #napolipix #prilaga #napoli_da  #napoli_foto #napoli_naples #napoli
  • Non sono tipo da frasi fatte e da mimose, quindi ho optato per una guantiera di sfogliatelle calde ❤️
•
•
#8marzo #festadelladonna #napolifood #naples #napoli #napolidavivere #napoli_da #napoli_foto #napolifoodporn #napolitana #napolipix #napoligram #strino #napolinstagram #neapel #napolifoodblog #woman #napoli_naples #2019
  • Internet Is boring
(a special postcard from Rome)
•
•
#rome #roma #igersroma #prati #picture #picoftheday #bestoftheday #moment #funny #fun #night #italy #strino #internet
  • Lookin' at future 🌠
Nun teng niente a vedè cu' nisciuno ❤️✊
•
•
#me #memories #future #vision #photooftheday #picoftheday
  • Il ritmo è qualcosa che ti viene dall'anima. A volte pare bordello, ma solo perché rispecchia quello che tu tieni dentro e provi a tirare fuori per farlo sentire agli altri.
La comunicazione è ritmo
🥁💓
  • Ma secondo voi, si può fare il pranzo della domenica con una vista così?
Mi si è riempito subito lo stomaco d'amore, di vita, di bellezza ancora prima di cominciare a mangiare.
E pensare che ero lì per lavoro.
Che bella Capri la domenica mattina, che bella la primavera! 🌷🏝️😍
•
•
#capri
#sunday #spring #primavera #domenica #work #strino #napolidavivere #napolipix #napolifood #napoli_foto #napolinstagram #napoli_da #napoli #napoligram #napolifoodporn  #forzanapolisempre #napoli_naples
  • Col tempo sono diventato di indole meno punk e più jazz 🥁
•
#strino  #musican #drum #musically🎶 #drums #drum #musica #happy #me #musiclover #musicals #live #musicislife #life #musically #music #drummer #boy #musicians #musical #memories #musician #musicos
  • Stamm turnann •
•
#me #memories #photooftheday #gomorra #quote #bestoftheday #strino #photograpy #portrait #serious #seriously #napoli #napolipix #napolinstagram #napolidavivere #napoligram #napoletano #napoli_foto #napoli_naples #igersnapoli
  • Working class Strino
📳 Is the new 🛠️ •
•
#me #photographers  #photography #photograpy #photo #photographie #strino #photoftheday #photos #photographs #photogrid #photographic #photolove  #photograph #photographer #pasocial #photooftheday #photobooth #awesome #work

Seguimi!