Vincenzo Strino

Comunicazione Digitale

Perché odiamo i manifesti elettorali?

Perché odiamo i manifesti elettorali?

Ok, lo ammetto: io detesto i cartelloni e i manifesti elettorali.

Ho lavorato su una decina di campagne elettorali: politiche, regionali, europee e per le comunali. In ogni campagna, c’è una cosa che inevitabilmente ha portato via più tempo ed energia di qualsiasi altra cosa: i manifesti.

Persino i candidati esperti che conoscono meglio di tutti certe dinamiche del marketing politico, finiscono sempre per sprecare il loro tempo sui cartelloni e sui manifesti. È una cosa che si verifica sempre: una volta che gli avversari iniziano a mettere i cartelloni, i candidati e i loro volontari non vogliono concentrarsi su nient’altro.

Dobbiamo fare belle foto per i manifesti, o è meglio se non ci mettiamo la faccia all’inizio?

Il tempo prezioso che potrebbe essere speso per gli sforzi per fare voti in strada è invece sprecato nel cercare di trovare le posizioni migliori per i classici 6 per 3. Il denaro che potrebbe essere utilizzato per una buona campagna sul web con un target ben definito, viene gettato via per i cartelloni, i manifesti ed altri gadget quasi sempre inutili. Gli incontri della campagna che dovrebbero essere incentrati su un’organizzazione efficace, vengono sprecati discutendo su quanti cartelloni hanno gli avversari e dove li stanno mettendo.

In una città limitrofa a quella in cui vivo io, alcuni anni fa, ricordo che un candidato al consiglio comunale si vantava della quantità industriale di santini stampati per la sua campagna. In effetti aveva ragione: si trattava di circa un milione di santini, centinaia di suoi manifesti e dozzine di 6 per 3 erano sparsi in giro in città. Lui e i suoi volontari passarono la maggior parte della campagna elettorale nel concentrarsi sulla ricerca di posizioni migliori per i manifesti e sulle strategie su come coprire quelli dei suoi avversari.

Facile indovinare il finale di questa storia: il candidato non fu eletto e, alla fine, erano più i santini che gli erano rimasti a casa che i voti che aveva preso. Era completamente sconcertato da questa scoperta.

La realtà, tuttavia, è che certi politici di vecchio corso vincerebbero le loro elezioni anche se facessero stampare cento santini. Il problema però è che questo è l’unico modo in cui l’hanno sempre fatto, quindi continueranno ad affrontare le campagne elettorali così. Di conseguenza, i nuovi candidati hanno l’impressione che la prima e l’ultima cosa su cui dovrebbero concentrarsi siano i segnali dei cantieri.

Uno dei miei consigli preferiti sui manifesti proviene da un consigliere della mia città che non ha mai perso una elezione comunale dal 1993, nonostante abbia cambiato diverse volte schieramento.

Ci sono solo due ragioni per cui è necessario attaccare i manifesti – mi disse una volta – Uno è incoraggiare i tuoi sostenitori e l’altro è spaventare i tuoi avversari

in Gennaio 27, 2018

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