Vincenzo Strino

Comunicazione Digitale

Netflix: più abbiamo scelta e meno scegliamo

Netflix: più abbiamo scelta e meno scegliamo

Il paradosso di questa epoca è che abbiamo tutti accesso a qualsiasi tipo di informazione e, nonostante ciò, siamo sempre più ignoranti.

Non so se qualche sociologo ha espresso il concetto meglio di me, resta comunque difficile realizzare emotivamente che nell’epoca in cui abbiamo la possibilità di conoscere in tempo reale cosa succede in qualunque parte del mondo, decidiamo di nostra spontanea volontà di ignorare quasi tutto, per seguire i nostri istinti.

Nel mio caso, questa contraddizione si manifesta e si acuisce con le piattaforme audio e video a pagamento. Ho l’abbonamento personale a Spotify Premium da circa tre anni e l’abbonamento condiviso a Netflix da qualche mese. Anche a Mediaset Premium e a Sky, ma non guardando la tv preferisco circoscrivere il discorso a ciò che utilizzo più frequentemente.

In entrambi i casi, passata la “sbornia” iniziale di voler ascoltare e vedere tutto ciò di cui sentivo fisicamente il bisogno, ho lasciato che fosse l’algoritmo a decidere per me, ritrovandomi in pochissimo tempo a vedere e ad ascoltare cose sempre molto simili tra di loro.

Gli algoritmi sembrano decidere per noi, rassicurandoci, illudendoci che c’è qualcuno o qualcosa che ci conosce, ci capisce, conosce i nostri gusti al punto da offrirci quello di cui abbiamo davvero bisogno. Togliendoci, di fatto, quella energia che si sprigiona quando andiamo alla ricerca di qualcosa di nuovo e limitandoci, quindi, nella nostra sfera di comfort, nella nostra bolla fatta di certezze.

E se per Spotify probabilmente continuerò a pagare per soddisfare il mio desiderio continuo di musica vecchia e nuova, per Netflix ho già deciso che dopo questo primo anno smetterò di pagare l’abbonamento

in Gennaio 21, 2019

#Instagram

La risposta da Instagram non conteneva immagini.

Seguimi!