Vincenzo Strino

Comunicazione Digitale

La Politica dell’Ottimismo

La Politica dell’Ottimismo

Qualche giorno fa ero nel museo del santo del mio quartiere. Prima di cominciare la visita, la persona che ci avrebbe fatto da guida ha speso qualche parola riguardo al quartiere (Secondigliano) e al museo stesso, dicendo apertamente che “il futuro muove il presente e che senza una visione coraggiosa delle cose, queste stesse cose non potranno cambiare mai”. Per questo penso che ora, più che mai, la scelta e l’espressione dell’ottimismo siano una potente azione politica. 

L’ottimismo è un atto politico. Per evitare il cambiamento si usano disperazione, confusione e apatia. Queste cose incoraggiano i modi di pensare che poi portano a credere che i problemi siano insolvibili, che tutto ciò che facciamo non possano avere importanza, che il problema sia troppo complesso per presentare anche l’opportunità di cambiare. “Tanto è tutto inutile” diceva un anziano signore mentre preparavamo un evento a cui avrebbero partecipato 5000 persone in una piazza dove prima si spacciava e si uccideva.

È un’arte politica di lunga data per seminare i semi di sfiducia tra i cittadini: come scrisse Machiavelli, i tiranni non si preoccupano se sono odiati, finché i loro sudditi non amano altri. Il cinismo è spesso visto come un atteggiamento ribelle nella cultura popolare occidentale, ma in realtà nel cittadino comune è l’atteggiamento più probabile nel volersi conformare ai desideri del potente.

Insomma, il cinismo è obbedienza. L’ottimismo, al contrario, soprattutto l’ottimismo che non è né stupido, né silenzioso, può essere rivoluzionario. Dove nessuno crede in un futuro migliore, la disperazione è una scelta logica e nella visione delle persone disperate non cambia quasi mai nulla. Se nessuno crede che una soluzione migliore sia possibile, coloro che beneficiano di un problema sono al sicuro. Quando nessuno crede nella possibilità di azione, l’apatia diventa un ostacolo insormontabile per riformare qualcosa. Si devono introdurre quindi motivi intelligenti per credere che vi sia possibile un’azione, che esistano soluzioni e che sia possibile costruire un futuro migliore, infondendo nelle persone quel sentimento che le porta ad agire attraverso principi più alti. La convinzione condivisa in un futuro migliore è la colla più forte che possa esserci: crea l’opportunità di amarci l’un l’altro.

E l’amore è una forza esplosiva nella politica. I grandi movimenti per il cambiamento sociale iniziano sempre con dichiarazioni di grande ottimismo.

Recentemente, però, mi è stato chiesto molto come sia possibile restare ottimisti quando le notizie in Italia e nel mondo sono così brutte. Questa domanda mi ha fatto pensare al motivo per cui il tono del dibattito sulle grandi questioni che affrontiamo è così irreprensibile. Su questo sono portato a pensare che la particolare dinamica del cinismo e della disperazione che vediamo nei media e nei dibattiti politici di oggi nel mondo occidentale derivino anche dalla politica.

Ciò che vedo nella politica di oggi è:

  • Una dichiarazione esplicita nell’essere incapaci di risolvere veramente i problemi più urgenti del pianeta e che pensare di farlo sia “irrealistico”.
  • Ho come il sospetto che la ragione che abbracci le soluzioni audaci sia irrealistica solo perché queste soluzioni comportano costi insopportabili, spesso con una retorica populista sulle élite che impongono tali costi a persone normali.
  • Una cosa che non dice quasi nessuno è che il “realismo” dovrebbe essere definito come “l’interesse di chi fa bene oggi” e che “i costi insostenibili” dovrebbero essere definiti come “qualsiasi cambiamento significativo nelle circostanze”. Un realismo, si potrebbe dire, che non è interessato alla realtà fisica.

Anche se spesso si unisce alla politica della paura, questa posizione politica potrebbe essere considerata come “la politica della disperazione”.

Considerando la politica dell’ottimismo invece:

  • Questo realismo dovrebbe essere meglio definito come “all’interno della nostra capacità” e “necessario alla luce della nostra crisi planetaria”.
  • Abbiamo la capacità di creare e distribuire soluzioni ai più grandi problemi del mondo e la grandezza delle conseguenze del fallimento (sia per noi che per le generazioni a venire) richiede di agire immediatamente.
  • È possibile agire in modo da migliorare le prospettive di molte persone del pianeta. Mentre alcuni costi saranno sostenuti, i rendimenti di tali investimenti saranno molto attraenti, non solo nella stabilità ecologica, nella sicurezza internazionale e nel benessere umano, ma anche in termini di semplice prosperità economica. Queste soluzioni renderanno il futuro migliore del presente per quasi tutti, e migliorare notevolmente le vite dei nostri figli e dei nipoti.
  • Perciò, immaginare il tipo di futuro che vogliamo creare, descrivere le soluzioni che renderanno il futuro possibile e renderci pubblicamente impegnati alla realizzazione di questo obiettivo, sono la corretta modalità d’azione e di pensiero.

Non c’è nulla di ingenuo nella politica dell’ottimismo. Possiamo capire che le persone siano fallibili e talvolta persino mosse da sentimenti sbagliati. Possiamo sottolineare l’importanza delle informazioni nel processo decisionale, il rigore della domanda e la nota incertezza. Possiamo riconoscere la difficoltà di opporsi a coloro i cui poteri e ricchezze sono legati alla distruzione del pianeta. Possiamo anticipare battute d’arresto e fallimenti, delusioni e tradimenti. Possiamo aspettarci la corruzione e richiedere la trasparenza. Possiamo liberamente ammettere la profonda difficoltà del lavoro ancora da fare – anche ammettendo la probabilità di errori clamorosi – ma continuando a combattere.

Possiamo liberamente riconoscere la lotta tremenda che è di fronte a noi, oppure scegliere di rimanere decisamente ottimista e di lavorare sulle possibilità di migliorare il futuro. Quando lo facciamo, ci liberiamo da quel carico di orrore e di impotenza che tutti ci sentiamo sul groppone all’alba del XXI secolo. E quando lo facciamo pubblicamente – quando ci alziamo e rifiutiamo di accettare l’idea che il fallimento sia preordinato e l’azione sia irrealistica – andremo a colpire nel cuore del conflitto politico.

Sono sempre più convinto che in assenza di una visione impegnata si formi sempre una politica della disperazione. È per questo che la nostra speranza migliore è nell’ottimismo di combattimento, un ottimismo che è disposto a fronteggiare la lobby della disperazione e i suoi messaggeri, chiarendo che una risposta moderata non è la risposta razionale o responsabile, ma una risposta corrotta e moralmente fallita.

Ogni volta che spieghiamo come un futuro migliore potrebbe essere costruito, riapriamo i confini del possibile.

Mostriamo che la gamma di percorsi disponibili è in realtà abbastanza grande e comprende persino i percorsi che potrebbero per esempio danneggiare gli interessi di alcuni, ma migliorano le prospettive di tutti gli altri. Per questo dobbiamo accelerare l’innovazione e aumentare la visione, certo. Dobbiamo condividere le idee, immaginare i risultati, valutare le opzioni. Dobbiamo capire come è meglio trasformare i sistemi che abbiamo costruito.

In definitiva, però, abbiamo bisogno di qualcosa di più di una risposta migliore. Abbiamo bisogno di milioni di persone che vogliono trasmettere il messaggio, confortare le vittime e affrontare i predatori. 

In alcuni giorni penso che abbiamo bisogno di una rivolta di ottimismo, un movimento che dica “sì” al futuro.

in Ottobre 20, 2017

#Instagram

  • Waiting for fellona di carna arrustuta 🍖🔥
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#ferragosto #agosto #steak #barbecue #holiday
  • Dopo quasi un anno di lavoro per @palazzo_chigi e di inevitabile trasferimento a #roma avevo preso le ferie.
Lavorando coi social, l'obiettivo era quello di staccare un po' dal portatile, dai tool per le analisi dei dati, dal pacchetto Adobe per la parte creativa ecc. 
Qualcuno però ha deciso che il governo non gli piaceva e quindi rieccomi di nuovo qui, in trincea a pianificare la storia di un paese senza alcuna memoria.
La violenza più grande però è leggere cose su cui istintivamente vorrei intervenire a gamba tesa come Roy Keane, litigare di gusto come il miglior Nanni Moretti, e invece niente. Mi tocca indossare una maglia per espletare un pensiero, manco fossi un adulto che si crede giovane al festival del giornalismo di Perugia.
Ninetta mia ci vuole coraggio, non si stava meglio quando si stava peggio 🦏
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#reality
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#picoftheday
#ininfluencer
  • Senza filtro e senza inganno 🌊
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  • In estate è consigliabile mangiare tanta frutta, per questo a pranzo ho preso un'arancina 🍊
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#palermo #sicilia #sicily #food #streetfood #summer
  • Vedo arrivare le ferie! 🥺
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  • Way to Blue .
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#sky #rome
  • Lazy sunday afternoon in Rome 😴 ☀️
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  • Questa foto non è di particolare bellezza, ma ha un significato storico per me e quindi sento di condividerla con chi vorrà perdere un po' di tempo a leggere.
In pratica negli ultimi mesi ho passato una situazione particolarmente non semplice e le persone che mi vogliono davvero bene sono venute fuori nel modo più prepotente e bello possibile.
La scena che vedete riguarda la penultima sfida dell'associazione di cui sono fondatore. È una sfida ENORME che negli ultimi mesi non mi ha permesso di godere a pieno di altre piccole/grandi soddisfazioni personali perché mi ha portato via un sacco di energie.
Ho passato molte notti a pensare come esprimere al meglio tutto quello che avevo in testa e, grazie all'aiuto di una persona a cui devo tanto (pure se forse nemmeno immagina quanto), stamattina è cominciata la prima fase di questa sfida che annuncerò tra pochissimo.
Voi accomodatevi, perché sta per cominciare lo spettacolo.
Nell'attesa guardo questa foto e GODO ❤️
  • Cacare in testa a Giulio Cesare come obiettivo nella vita 🕊️
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#me #roma #rome #italia #italy #story #foriimperiali #funny #goals
  • Andreotti diceva che la gratitudine è il sentimento della vigilia, ma stasera ho imparato che meno di un anno dopo i bombardamenti alleati su San Lorenzo (descritti da una famosa canzone di De Gregori), gli abitanti del mio condominio decisero di costruire questo altarino per ringraziare la Madonna di aver salvato il palazzo, uno dei pochi ad essere stato risparmiato dalle bombe.
E pure se è non la vigilia di niente, io sono grato ai miei condomini che mi hanno accolto come se fossi qui da sempre .
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#roma #rome #me #june #gratitude #beautiful #roma🇮🇹 #sanlorenzo #love #picoftheday
  • Quant'uocchie scunusciut
che 'na vota c'erano frat.
E Nun dicimm niente,
ma che parlamm' a fa'? (Epo - Nun ce guardammo arete)
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  • Sono nato e cresciuto in via cupa dell'arco a Secondigliano.
I miei amici di infanzia sono morti o sono in galera.
Conosco la camorra e, proprio per questo, non ho mai avuto paura di sfidarla.
Perché non si tratta di un fatto solamente culturale, ma anche politico. Le mafie esistono lì dove non esiste lo Stato.
Esserci signfica dare dignità al territorio, creare opportunità di lavoro, generare bellezza e sostenere la comunità: tutte cose che provo a fare da anni con il @larsecgram.
Con il video di #opportunity (andate sul loro profilo qui su Ig o su Facebook) si dichiara ufficialmente guerra alla camorra con la creazione di una grande comunità fatta da ragazze e ragazzi che non hanno paura di sfidare il male a viso aperto.
Conosco personalmente tanti dei protagonisti di quel video e so per certo che, come me, anche loro hanno sempre dato l'anima per la città di #napoli

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