Vincenzo Strino

Comunicazione Digitale

Da Amatrice a Piero Angela: se mi sbugiardi mi incazzo

Da Amatrice a Piero Angela: se mi sbugiardi mi incazzo

È di questi giorni uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances che sta facendo molto discutere negli Stati Uniti, soprattutto perché s’inserisce nell’ampio dibattito sulle cosiddette “fake news”. La ricerca vede gli americani con più di 65 anni intenti a condividere sui social come Facebook notizie false fino a 7 volte in più rispetto ai giovani, contribuendo alla diffusione di informazioni sbagliate spesso pubblicate a fini politici e di propaganda.

In Italia, paese tristemente noto per essere quello con il livello di analfabetismo funzionale più alto del mondo, è chiaro che non si tratta solo di questione anagrafica, ma di comprensione del testo.


Per Literacy si intende la comprensione del testo

Oltre alla ricerca fatta su cittadini americani, in questi giorni abbiamo assistito ad una escalation di notizie false che mi hanno un po’ lasciato qualche perplessità non per il tenore delle notizie in sé, ma per le reazioni che hanno avuto le persone che le condividevano quando qualcuno (molto spesso io) faceva notare loro la non veridicità di quel post o di quel meme (i meme sono foto con testo, molto spesso dal tono ironico/sarcastico).

Qui faccio un passo indietro. Quando sono diventato giornalista pubblicista, l’Ordine dei Giornalisti mi regalò un libro che lessi tutto d’un fiato durante il ritorno a casa. Quel libro si chiama “La deontologia del giornalista”. Tra le varie cose che ci sono scritte, c’è la verifica delle fonti, ovvero quell’atto che distingue un giornalista da un cialtrone.

Tornando a noi, due episodi in questi giorni mi hanno un po’ lasciato perplesso: quello dei terremotati di Amatrice e quello del tweet di Piero Angela a sostegno dei napoletani. Per il primo caso c’è da dire che la foto che è stata fatta circolare riguarda un campo in Libano, mentre per il secondo è bene ricordare che Piero Angela non ha alcun account ufficiale sui social network e che tra i diversi account a suo nome c’è quello dichiaratamente ironico che ha condiviso il messaggio a sostegno della storia di Napoli.

In entrambi i casi, far notare che si trattava di notizie false, ha portato a due reazioni degne di nota. Una prima dal tono assolutorio del tipo: «Ok, ma pure se non è il Piero Angela originale, per me ha comunque ragione». La seconda, invece, assai più stizzita, tipo: «Anche se quella foto non è di Amatrice, si parla più degli immigrati che dei terremotati e questo fa schifo!». Per la serie: se mi sbugiardi mi incazzo!

Partire da una notizia falsa per avere ragione è pericoloso, perché il “chi”, cioè la fonte che dice le cose, ha sempre un valore preciso ed importante. Il fatto che alcuni non diano peso al “chi dice” e si limitino solo al “cosa viene detto”, non è un problema che riguarda solo persone over 65, ma anche over 35 laureati, il che mi ha portato ad alcune considerazioni che non hanno alcun valore scientifico ma che per me hanno un significato importantissimo.

La prima cosa che ho dedotto è che i social in questo momento non ti aiutano a socializzare, ma a polarizzare le discussioni. Non esiste una posizione intermedia tra uno che dice A e uno che dice Z: o si è con gli immigrati o con i terremotati italiani. Se sui social esprimi solidarietà ad entrambe le categorie umane ma in due momenti differenti (magari con due post diversi), qualcuno ti contesterà l’uno o l’altro, quasi certamente.

Secondo: l’idea che la parte d’Italia rozza, gretta ed ignorante voti per un solo schieramento politico è sbagliato. Il fatto che molti laureati non sappiano distinguere una notizia vera da una falsa e, soprattutto, non siano in grado di verificarla nonostante gli strumenti della rete a loro disposizione, rende il quadro politico del paese abbastanza critico.

Terzo: come negli Stati Uniti, dove i partiti principali sono due e in entrambi i moderati hanno perso la battaglia, anche qui in Italia andiamo incontro ad una polarizzazione biunivoca tra chi sostiene una idea e chi ne sostiene l’esatto opposto.

Quarto: pare che non ci possa essere il “sì, ma anche”. Ci sono il sì e il no. Fine. Non ci può essere una posizione intermedia su un tema. O sei A o sei Z. E se proprio sei in mezzo, preparati ad una doppia razione di vaffa. Polarizzazione e radicalizzazione del pensiero.

Quinto: c’è solo un modo per “ammazzare le bufale” ed è pubblicare la verità.

La vera Amatrice in questi giorni
in Gennaio 10, 2019

#Instagram

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