Vincenzo Strino

Comunicazione Digitale

Come Trump ha vinto le elezioni con i dati di Facebook

Come Trump ha vinto le elezioni con i dati di Facebook

Ogni campagna elettorale può essere vista come una piccola guerra dove ogni candidato sfodera le sue armi migliori per vincere. E che in guerra e in amore tutto sia ammesso lo si sapeva da tempo. Un’altra cosa risaputa è che su Facebook ci possono essere molte notizie false, ma il potere della piattaforma pubblicitaria per influenzare gli elettori è reale ed è elevatissimo.

La storia, in sintesi, è questa: con 150 milioni di dollari spesi in pubblicità su Facebook ed Instagram, la campagna di Donald Trump nelle ultime due settimane subì una svolta decisiva quando cominciò ad indirizzare i propri contenuti verso quelli che, teoricamente, avrebbero dovuto votare per la sua avversaria, Hillary Clinton.

Portandolo poi a vincere la sua personalissima guerra.

La più efficace operazione di soppressione digitale degli elettori nella storia americana.

Durante la campagna elettorale, il presidente Donald J. Trump ha investito con astuzia negli annunci di Facebook per raggiungere i suoi sostenitori e per aumentare le donazioni nelle campagne a suo sostegno. Di fronte a una calo di entusiasmo e del supporto degli elettori nei sondaggi, gli uomini del comitato di Trump utilizzarono il proprio database personalizzato, denominato Project Alamo, che contiene profili di identità dettagliati di 220 milioni di persone in America.

Con il progetto Alamo come arma, il team della comunicazione digitale di Trump ha eseguito in maniera silente una massiccia strategia digitale di ultima generazione utilizzando annunci Facebook mirati per “scoraggiare” i sostenitori di Hillary Clinton dal voto.

L’enorme campagna digitale di Trump.

Il motore della campagna di Trump era il team delle operazioni digitali. Con sede a San Antonio, la squadra era composta da 100 persone, tra cui programmatori, sviluppatori, ingegneri informatici, data scientists, grafici, copywriter ed esperti di digital advertising. L’amministratore delegato dell’operazione digitale di Trump è stato Brad Parscale, un imprenditore di successo e fondatore dell’agenzia di marketing Giles-Parscale Inc.

Parscale ha lavorato a stretto contatto con Trump ed è stato uno dei pochi selezionati membri del “cerchio magico” del futuro presidente a cui era affidato il suo account Twitter personale. La mancanza di esperienza nella comunicazione politica  è stato uno dei suoi maggiori punti a favore di Parscale quando Trump decise a chi affidare la parte digitale della sua campagna. Attraverso la capacità di Parscale di ottenere donazioni tramite campagne usando Facebook e mail, il team di comunicazione digitale è stata la più grande fonte di denaro della campagna di Trump.

Nell’articolo di Bloomberg BusinessWeek, “Dodici giorni prima dell’elezione di Trump“, i giornalisti Sasha Issenberg e Joshua Green hanno spiegato quanto Trump fosse interessato alla strategia digitale e alle operazioni di raccolta fondi della sua campagna. “Trump era un allievo avido di sapere. Parscale pare che si sia imbarcato più volte con lui sull’aereo per condividere i dati più recenti sul suo pubblico e sui 230 milioni di dollari che sono stati raccolti nelle casse della sua campagna”.

Come vincere su Facebook.

Nei primi giorni della campagna di Trump, Parscale ricevette un piccolo budget con l’obiettivo di espandere la base di sostenitori di Trump. Il budget fu investito tutto in sponsorizzazioni su Facebook.

Per iniziare, Parscale inserì i nomi, le mail e i numeri di telefono dei supporter più noti di Trump nella piattaforma pubblicitaria di Facebook. Successivamente, Parscale utilizzò il pubblico personalizzato dall’elenco clienti per abbinare queste persone reali ai propri profili Facebook. Con la funzione Opzioni di targeting del pubblico gli annunci possono essere destinati alle persone in base all’attività di Facebook, all’affinità etnica o a una posizione e una demografia come l’età, il genere e gli interessi.

Fatto questo, Parscale ampliò il bacino di utenti di Facebook simpatizzanti per Trump utilizzando l’opzione del pubblico simile, un potente strumento di dati che ha trovato automaticamente altre persone su Facebook con qualità comuni ai supporters noti di Trump. Infine ha utilizzato le capacità di indagine di “Brand Lift ” per misurare il successo degli annunci.

Parscale ha anche sviluppato software per ottimizzare la progettazione e la messaggistica degli annunci su Facebook di Trump. Descrivendo un tale test, il giornalista di Wall Street Journal, Christopher Mims, scrive: “Un giorno in agosto, la sua campagna pubblicò annunci agli utenti di Facebook che portavano a 100.000 pagine web diverse, ciascuna con un micro-targeting su un diverso segmento di elettori”. In totale, quindi, il team digitale creò più di 100.000 pagine diverse, ognuna per un pubblico differente di utenti.

Cibo messicano per una fusione micidiale.

Dopo la nomina ufficiale di Trump come candidato presidenziale del partito repubblicano nel luglio 2016, Parscale ebbe il compito di costruire e ampliare le capacità di targeting digitale della campagna. Una delle fonti principali dei dati di Trump è stato il Comitato Nazionale Repubblicano. Il presidente del Comitato, Reince Preibus, investì più di 100 milioni di dollari nei dati e nelle infrastrutture del partito dopo la sconfitta del 2012 con Mitt Romney.

Preibus e il team del Comitato Repubblicano volarono quindi a San Antonio per incontrare Parscale e discutere di quella che i funzionari di partito cominciarono a descrivere come “la fusione”. Durante la cena nel ristorante messicano preferito di Parscale, Preibus e quest’ultimo negoziarono un accordo di partenariato tra la campagna dei Repubblicani e quella di Trump: il Comitato avrebbe concesso a Trump di accedere alla sua lista di 6 milioni di repubblicani, ma Trump avrebbe potuto tenere solo il 20% di tutti i soldi raccolti dall’elenco. L’altro 80% provenienti dalle donazioni sarebbe rimasto al Comitato dei Repubblicani.

A leggerle adesso certe cose, pare che prima di quel momento la campagna Trump fosse già un treno in corsa ma, in realtà, non aveva praticamente alcun team digitale e non aveva attivamente stabilito alcuna strategia durante le primarie. Infatti, quando lo staff di Trump inviò la sua prima dichiarazione alla fine di giugno 2016, circa il 60% delle email furono bloccate dai filtri anti-spam.

Il progetto Alamo.

Sotto la guida di Jared Kushner, consigliere di campagna senior e genero di Trump, Parscale iniziò a costruire la propria lista dei sostenitori di Trump. Il database rivoluzionario, denominato Project Alamo, contiene le identità di 220 milioni di persone negli Stati Uniti e circa 4.000-5.000 dati individuali sulla vita online e offline di ognuna di queste persone. Finanziato interamente dalla campagna Trump, questo database è di proprietà del presidente e continua ad esistere.

Il database Alamo ha anche fornito grandi quantità di dati esterni, inclusi i record di registrazione degli elettori, i record di proprietà delle armi, il percorso di acquisto di tutte le carte di credito e le identità di ogni account su internet. Trump ha acquistato questi dati da partner certificati di marketing di Facebook, ovvero: Experian PLC, Datalogix, Epsilon e Acxiom Corporation.

(Leggi qui per le istruzioni su come rimuovere le tue informazioni dalle banche dati di questi broker di dati dei consumatori.)

Un altro fornitore importante di dati per la campagna di Trump e del progetto Alamo è Cambridge Analytica, un’azienda che si occupa di dati, nota per i suoi profili psicologici degli elettori e che -pare- sia stata contattata anche da un partito italiano negli ultimi giorni. Come descritto da BusinessWeek: “I modelli statistici di Cambridge Analytica hanno isolato i probabili sostenitori che Parscale ha bombardato con gli annunci su Facebook, mentre la campagna ha acquistato elenchi di posta elettronica da parte di gruppi di Gingrich e Tea Party”.

I modelli statistici di Cambridge Analytica hanno anche dettato l’itinerario di viaggio di Trump. Le sedi delle manifestazioni di campagna di Trump, il fulcro della sua candidatura media-centrica, sono state scelte da un algoritmo di Cambridge Analytica che ha posto in ogni Stato i luoghi con i più grossi gruppi di elettori persuadibili.

“Non sarei salito a bordo nemmeno per Trump se non avessi saputo che stessero costruendo questo massiccio motore di dati presi da Facebook e da altrove”, dice Steve Bannon, responsabile della campagna di Trump e membro del consiglio di amministrazione di Cambridge Analytica.

Sopprimi il voto (di Hillary).

Grazie al database del progetto Alamo, ai dati forniti dai Repubblicani e da Cambridge Analytica, Trump spendeva 70 milioni di dollari al mese sulle operazioni digitali, gran parte per coltivare un universo di milioni di ferventi supporter della sua campagna e molti dei quali raggiunti attraverso Facebook. Per lo più, Trump ha utilizzato per bene le operazioni digitali per identificare i suoi sostenitori e per raccogliere fondi, raccogliendo 275 milioni di dollari in donazioni attraverso Facebook. Tuttavia, nel momento in cui il sostegno a Trump stava scemando, il team di comunicazione digitale ha fatto un ultimo tentativo utilizzando gli annunci di Facebook contro i sostenitori di Hillary Clinton.

Secondo quanto riportato da BusinessWeek : “Il team di Trump nelle ultime due settimane prima del voto elaborò un’altra strategia che era negativa. Invece di espandere l’elettorato, Bannon e la sua squadra cercarono di ridurre quello dell’avversaria”.

“Abbiamo messo su tre grandi operazioni di soppressione degli elettori in corso – ha spiegato un funzionario senior di Trump ai giornalisti di BusinessWeekQueste operazioni erano indirizzate a tre gruppi che Clinton avrebbe dovuto conquistare in modo assoluto: liberali bianchi idealisti, giovani donne e afroamericani“.

L’obiettivo era quello di ridurre il totale dei voti di Hillary Clinton. Come? Un esempio: il team della comunicazione digitale di Trump ha creato una animazione in stile South Park su Hillary Clinton (usando l’audio originale del 1996, quando il candidato fu il marito, Bill), e usato un testo che diceva: “Hillary pensa che gli afro-americani siano dei molestatori”. Il post è stato pubblicato e reso visibile solo a determinati elettori afroamericani con dei “post della pagina non pubblicati”, cioè post che non vengono pubblicati subito su una determinata pagina e che non appaiono nella sezione notizie. I post non pubblicati consentono agli amministratori delle pagine di gestire la pubblicazione dei contenuti pubblicitari tramite filtri per il pubblico. Questi post programmati (o sotto forma di bozza) vengono pubblicati in una data futura o tramite la promozione all’interno di un gruppo di inserzioni

Facebook ha poi rifiutato di pubblicare una copia del testo di “Hillary pensa che gli afroamericani siano dei molestatori”, o qualsiasi altro annuncio politico presidenziale “negativo” che ha funzionato. Facebook inoltre ha rifiutato di pubblicare dettagli sui parametri di targeting di genere, etnia o località. Quindi, fino ad un’ulteriore revisione, è incerto se queste inserzioni politiche mirate siano pienamente conformi alla legge federale americana.

Dopo le elezioni, il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha dichiarato in una conferenza: “Penso che l’idea che le notizie false su Facebook abbiano influito in qualche modo sulle elezioni sia una follia”.

Ovviamente, Zuckerberg non avrebbe mai detto che la piattaforma pubblicitaria di Facebook sia estremamente efficace nel persuadere gli utenti di Facebook a fare clic, acquistare o votare. Nel 2015, le entrate di Facebook di pubblicità sono state di 17,9 miliardi di dollari. Secondo la sua relazione annuale, Facebook genera “sostanzialmente tutti i ricavi dalla pubblicità. La perdita di marketing, o la riduzione della spesa da parte dei marketers, potrebbe danneggiare seriamente il business”.

Vince lo scoraggiamento digitale.

Di solito i candidati alle presidenziali investono milioni sui big data per capire i propri potenziali sostenitori, ma Trump è stato disposto a rischiare e a parlare con i sostenitori del suo avversario. Alla fine, la scommessa di Trump sugli annunci di micro-targeting di Facebook per scoraggiare gli afro-americani e le giovani donne a votare è stata ricompensata con una vittoria abbastanza imprevedibile.

Il giorno delle elezioni l’affluenza dei democratici era sorprendentemente debole, soprattutto tra gli elettori sporadici e quelli per la prima volta al voto. David Plouffe, responsabile della campagna del 2008 del presidente Obama, ha osservato che: “A Detroit, la Clinton ha ricevuto circa 70.000 voti meno di quanto Obama ha fatto nel 2012; ha perso il Michigan di soli 12.000 voti. Nella contea di Milwaukee, nel Wisconsin, ha ricevuto circa 40.000 voti in meno di Obama e ha perso lo stato di appena 27.000 voti. Nella contea di Cuyahoga, nell’Ohio, l’affluenza nei quartieri più afro-americani è scesa all’11 per cento da quattro anni fa”.

La vittoria presidenziale di Trump è stata la più efficace operazione di soppressione digitale degli elettori nella storia americana. L’arma segreta nell’arsenale digitale di Trump è stato sicuramente il Project Alamo, il suo database con 220 milioni di persone negli Stati Uniti. Sfruttando gli strumenti sofisticati di pubblicità di Facebook, la campagna di Trump è stata in grado di mirare segretamente ai sostenitori di Hillary Clinton e a scoraggiarli dall’andare a votare.

in ottobre 8, 2017

#Instagram

  • 🎈 COME IN UN FILM 🎈
In Sudafrica un trentenne ha percorso 25km in volo trasportato da centinaia di palloncini stando su una sedia da campeggio.
La traversata è stata ispirata dal film "Up!" in cui un vecchietto fa volare la propria casa verso il luogo in cui lui e sua moglie sognavano di andare a vivere.
Quello che non si dice del film però è che la scena più bella è all'inizio, in quei 4.28 minuti in cui si racconta la storia d'amore tra Carl ed Ellie. Se avete voglia di piangere, su YouTube la trovate come "Up - Married Life" e dentro c'è tutto: dai sogni da raggiungere un passo alla volta ai problemi che una coppia può affrontare nell'arco di una vita.
Io l'ho appena rivista ed ora non riesco a scrivere perché ho gli occhi pieni di lacrime. Mannaggia agli avventurieri sudafricani! 😪
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  • Sorriso sornione e cominciamo bene il #lunedi
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  • Ultimamente in treno ho fatto una playlist delle canzoni che mi ricordano questo periodo dell'anno fatto di rincorse, sfide da vincere, slanci e sbarchi sulla luna 🌙 🚀
L'ho chiamata "La strada verso casa" perché è il tipo di musica da fine giornata, quando ti stropicci gli occhi prima di mettere a posto i pensieri ed escludere il mondo fuori dalle cuffie.
Il link è nella bio del mio profilo ✌️
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  • A Berlino hanno recuperato la camera ardente di un cimitero e ne hanno fatto un bar.
Ora io lo so che a qualcuno potrà sembrare una cosa irrispettosa e fuori da ogni regola, ma Berlino è la città dell'impossibile, tanto quanto Napoli ed è forse questa l'unica cosa che lega le due città, visto che, quando si parla di cimiteri napoletani, lo stato di degrado è talmente grande che sarebbe meglio ripristinarne il servizio di base prima di pensare a farne altro.
Il bar si chiama "21 gramm", cioè quello che alcuni sostengono sia il peso dell'anima e, visto il contesto in cui è sorto, mi sembra un nome geniale ed azzeccatissimo. 
P.s. Se qualcuno di voi si trova da quelle parti, mi faccia sapere se ci va. Io l'ho segnato tra i posti da provare la prossima volta che tornerò in città
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  • Questa estate nel mio palazzo si è deciso di togliere tutte le piante a causa di un parassita.
Mi ero opposto allo sradicamento della 🌹 rosa che piantò mia nonna quando nacqui e che in 32 anni era diventata più di 5 metri.
Qualche settimana fa mi ha chiamato mia madre per dirmi che nello stesso punto, ad inizio autunno, era spuntata una nuova rosa che cresceva giorno dopo giorno.
Ora, io non voglio farla più lunga del solito, ma sono convinto che ci siano legami che niente e nessuno può sradicare. Né il tempo, né il veleno e neanche qualche parassita come la morte.
Mia nonna ed io abbiamo vissuto insieme per 21 anni, cioè fino a quando si è spenta 11 anni fa, ma io so che quella rosa è il suo modo per dirmi che, proprio ora che avrei bisogno della sua mano sulla mia testa, lei c'è in tutta la sua bellezza ❤️
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  • C'è un detto che dice: "quanno o mare è calmo, ogni strunzo è marenaro". Significa che, quando le cose vanno bene, chiunque si sente capace o qualificato a dire la propria su un argomento. 
Ieri a Napoli c'è stata una mezza tempesta ed un ragazzo ha perso la vita.
A me è caduta qualche scheggia in testa, ma anche se dopo 3 ore in auto, sono comunque arrivato a casa sano e salvo.
Nel 2018 si rischia di non tornare a casa per cose del genere e tutto ciò è assurdo oltre che atroce.
Questo per dire che si dovrebbe ricominciare a parlare solo quando si sanno davvero le cose e che, magari, davanti a situazioni difficili, è meglio restare in silenzio per comprendere ed evitare ulteriori errori.
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  • Oggi pomeriggio me ne sono andato in giro come facevo un tempo quando ero pensieroso e la strada di notte sembrava l'unica a capirmi (sembra una cosa poetica, ma non lo è affatto).
Ho lasciato che fosse l'auto a portarmi in giro mentre provavo a rendermi conto della mia vita nuova, delle ultime due settimane vissute in apnea, delle prospettive che cambiano all'improvviso, degli obiettivi che ti sembrano sempre lontanissimi e che poi, ad un tratto, puff!, eccoli davanti al tuo naso.
Avevo bisogno di ritrovarmi come fa Forrest Gump ad un certo punto del film, solo che sono pigro e quindi, invece di correre, prendo l'auto e viaggio 🚗
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  • Perché torni a casa nel weekend?
(Ecco la risposta a questa e a tante altre domande) ❤️😍
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  • 😒
Scusate, devo liberare la memoria del cellulare e non so dove metterla.
Comunque questa è la faccia di quando dico di NO ma non posso dirlo esplicitamente.
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  • Vorrei scrivere qualcosa sullo stile, della ricerca che comporta e di quanto sia gratificante quando te ne attribuiscono uno in cui ti riconosci e che ti piace, ma non ho i soldi di chi può permettersi questi discorsi e quindi mi tocca ammettere che mi sento un gentleman solo quando rubo le cravatte a mio padre (imparagonabili rispetto alle cinesate che compro su Asos).
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  • 🍁 Quando arriveranno i primi freddi guarderò questa foto e ricorderò la sudata fatta per raggiungere il posto in cui è stata scattata. Perché le cose belle richiedono sempre fatica 💪
🏰 Il castello di Hohenshwangau 🏰
A 3 km precisi da Neuschwanstein c'è il castello al centro di questa foto e che fu costruito qualche anno prima rispetto all'altro come residenza estiva dei reali di Baviera.
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  • 🏰 Biancaneve, Cenerentola, La Bella Addormentata, Rapunzel: se guardando questo cartoni ti sei accorto che il castello è sempre lo stesso è perché quel castello esiste davvero ed è un omaggio alla musica di Richard Wagner.
Ha un nome impronunciabile che in italiano viene tipo: "rocca del cigno nero" ed io era un bel po' che desideravo fotografarlo da questa prospettiva (che si raggiunge percorrendo un ponte sospeso alle spalle del suo ingresso) 🏰
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